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Alfredo Ossino
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La globalizzazione ed il consumismo, rischiano di sopraffare l'ambiente in cui viviamo. Alterazioni ambientali, effetto serra, incidenti nucleari, il buco dell'ozono, sono solo alcuni degli elementi, che devono richiamare la nostra attenzione su una maggiore salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini. Informare sensibilizzare e porre il problema ecologia all'attenzione di tutti, sono i primi passi da fare in questa direzione.
Dare un contributo a queste finalità è lo scopo di queste pagine.

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LE CENTRALI NUCLEARI


centrale nucleareLa centrale nucleare è generalmente una centrale termoelettrica che sfrutta il calore generato da un reattore a fissione nucleare per produrre energia elettrica. La fissione nucleare è una reazione chimica per cui il nucleo di Uranio o Plutonio, per effetto del bombardamento di un neutrone si scinde e libera energia.

A parità di massa bruciata, una centrale nucleare, produce rispetto alle centrali convenzionali una quantità di energia un milione di volte più grande.

Da una stima fatta, si calcola che i combustibili fossili dureranno ancora per circa 50-70 anni. L'Uranio estratto in miniera durerà per altri 60-70 anni, ma se ne può estrarre in grandi quantità dall'acqua di mare e da altri materiali.

L'energia nucleare, in condizioni di funzionamento normale, ha un impatto ambientale molto minore da quella prodotta dal carbone o dal metano e non produce né anidride carbonica né ceneri come le centrali a carbone.

centrale nucleare esplosione Fatte queste doverose premesse, che sono le ragioni addotte da chi sostiene l'energia nucleare, vediamo quali sono i problemi che comporta:

- E' noto che bisogna installare le centrali, in zone dove non si prevedono problemi geologici o eventi naturali. Ma questi problemi o eventi sono sempre prevedibili?
La storia ci insegna che non è così, sopratutto nel lungo periodo.
Le centrali sono progettate per resistere ai terremoti, tuttavia si possono verificare terremoti di entità superiori a quelle previste nei progetti, eventi rari, ma imprevedibili. Ad esempio gli impianti giapponesi sono progettati per resistere ad un sisma di magnitudo 8,5. Il terremoto verificatosi l'11 marzo 2011 era di magnitudo 9. In Italia, secondo la legislazione, dovrebbero resistere ad un sisma di grado 7,1.
E ricordiamo che gli eventi naturali catastrofici, non sono solo i terremoti.

- I processi nucleari, non sono controllabili ed in caso di necessità fermare una centrale nucleare, prevede tempi lunghissimi e spesso, non si ha il tempo di farlo, come recenti eventi ci hanno dimostrato.

nucleare - I danni prodotti da una catastrofe nucleare, sono gravissimi e incontrollabili e durano per centinaia di anni.

- Il processo produce quantitativi di scorie nucleari, estremamente difficili da trattare.
Si stanno studiando diversi modi per disfarsi di queste scorie, ma al momento, l'unico modo è quello di metterle in bidoni adeguatamente schermati in posti dove non si prevedono problemi geologici.
Per avere un'idea del problema, ogni anno vengono prodotti circa 40.000 mc di rifiuti radioattivi.
La maggior parte di questi sono rifiuti a bassa e media attività, la cui radioattività decade a valori trascurabili nel giro di qualche secolo.
La quantità rimanente è rappresentata da rifiuti ad alta attività e lunga vita. Questa radioattività impiega da migliaia a centinaia di migliaia di anni per tornare a valori trascurabili.
Per l'isolamento di questi rifiuti in un lasso di tempo così ampio è necessario ricorrere a barriere naturali, come le formazioni geologiche ad elevata profondità (oltre 800 metri), che devono presentare adeguate caratteristiche di stabilità ed impermeabilità, e che assicurano l'isolamento del rifiuto dalla biosfera per milioni di anni. Hanno queste caratteristiche i giacimenti salini e argillosi e alcuni tipi di rocce granitiche.
Nell’Unione Europea si discute da tempo della possibilità di individuare un sito geologico comune, ma il discorso è ancora a uno stadio preliminare. Ognuno lo vorrebbe, ma solo in casa d'altri, così come avviene per i siti nucleari e per le scorie.

- Altro inconveniente delle centrali nucleari è la necessità di smaltimento di enormi quantità di calore che producono. Esse infatti sfruttano circa il 30-35% del calore prodotto. Questo significa che il 60-70% di calore deve essere smaltito e questo richiede l'uso di grosse quantità di acqua, che devono poi essere smaltite e che generano inquinamento termico.