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Storia dell'arte
Vita e opere dei principali artisti che hanno fatto la storia dell'arte.
Movimenti artistici e Principali Correnti artistiche.

Autore contenuti e webmaster: alfredo ossino

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FRANCISCO GOYA


Francisco Goya nasce il 30 Marzo 1746 in un borgo della città spagnola di Saragozza e fu uno dei più grandi pittori spagnoli della sua epoca.
Fu un grande artista e per la sua originalità ed il suo stile, non solo viene considerato un grande interprete del suo tempo, ma anche colui che ha anticipato con la sua opera molte tendenze dell'arte, che si diffusero poi alla fine dell'Ottocento. Fu anche un abile incisore e sebbene fosse un pittore di corte, fu amico di molti liberali ed illuministi. Dipinse celebri ritratti e anche scene fantastiche, ispirate al mondo dei sogni e al soprannaturale.

BIOGRAFIA E OPERE DI FRANCISCO GOYA


Goya autoritratto
Autoritratto

Francisco Goya
La fucilazione

Goya Maja desnuda
Maya desnuda
Goya Maja
Maya vestita

Goya pitture nere
Due vecchi che mangiano -
serie delle Pitture nere

Goya pitture nere
Il parasole

Goya famiglia carloIV
Ritratto della famiglia di Carlo IV

Goya inverno
Inverno

Goya Il sonno della ragione
El sueno de la razon
(Il sonno della ragione genera mostri)
In quel periodo, in Spagna, l'arte è fortemente influenzata dalle opere dei maestri stranieri e per contrapposizione nasce un'esaltazione dei valori della tradizione spagnola. Nel 1759 Carlo III viene incoronato Re e durante il suo regno si sviluppa l'illuminismo che si mescola alla cultura conservatrice della tradizione spagnola. In questo clima culturale si formeranno filosofi, pensatori e poeti di grande valore.
In questo l'ambiente nasce Francisco Goya, che era il quarto di sei fratelli. Il padre, di mestiere, faceva il doratore e la madre, apparteneva ad una una famiglia piccolo borghese. Francisco, quando era ancora piccolo, viene iscritto in un istituto religioso a Saragozza. Qui ebbe come compagno di scuola Martín Zapater, che rimarrà suo intimo amico per tutta la vita. Non ebbe una grande istruzione, ma comunque un poco superiore alla media. Nel 1759 si trasferisce con la famiglia a Saragozza e qui, all'età di quattordici anni, frequenta come apprendista lo studio del pittore José Luzán Martínez. Nel 1766 partecipa al concorso triennale dell'Accademia.

Il giovane Francisco  studia pittura e rimane affascinato dalla pittura di Tiepolo, quindi nel 1769 parte per l'Italia per studiare i maestri dell'antichità classica e rinascimentale. Visita Venezia, Siena, Napoli e Roma ed ha contatti con molti artisti di tutta l'Europa. Nel 1771, partecipa a un concorso di pittura indetto dall'Accademia di Belle Arti di Parma, e arriva secondo con l'opera Annibale vincitore, che rimira per la prima volta dalle Alpi l’Italia. Rafforzatosi con l'esperienza italiana, nel 1771 ritorna a Saragozza, dove ottiene la sua prima commissione ufficiale per gli affreschi della cappella di Nuestra Señora del Pilar a Saragozza. Il 25 luglio 1773 Francisco Goya si sposa con Josefa, che è la sorella del suo amico Bayeu, divenuto pittore di corte. Grazie all'appoggio dei cognati, i pittori Ramón e Francisco, nel 1774 riceve l'incarico di eseguire i cartoni per l'arazzeria reale di Santa Barbara e quindi si trasferisce con la moglie a Madrid.

Nel 1778 realizza un grande cartone per arazzi dal titolo Il chitarrista cieco. L'opera è originale, molto complessa e ricca di figure. Il soggetto è rappresentato da un mendicante cieco che, con la sua chitarra, canta davanti ad un pubblico. Questa opera, sottolinea l'interesse che  l'artista ha per quella fascia della società costituita dagli emarginati, mendicanti e infermi. Questo tema molto caro all'artista verrà ripreso in seguito in altre opere. E questo è uno dei segni che comincia a distinguere l'arte del pittore, che diverge in modo abbastanza drastico da quella degli altri artisti suoi contemporanei. I suoi personaggi mostrano inoltre fattezze ironiche e talvolta grottesche non sono comunemente usate dagli artisti del suo tempo.

Negli anni seguenti, l'artista sviluppa anche un modo teatrale e irreale di illustrare le scene di vita popolare. Il suo stile, acquisisce tratti personali e si distingue per i colori limpidi e la pennellata sicura, anche se ancora non del tutto definito. Tra il 1775 e il 1792, dipinge 63 cartoni per arazzi, con soggetti popolari, che grazie al suo genio e alla sua vitalità, acquisiscono un realismo e un'attualità incredibili. Il suo talento lentamente viene riconosciuto e la sua personalità emerge, sebbene sia contraddistinta da uno spirito di indipendenza artistica in netta contraddizione con la sua ambizione di cortigiano.

Nel 1780, chiede di far parte della Real academia de San Fernando di Madrid. Per essere ammesso presenta il Cristo Crucificado. L'opera riscuote l'apprezzamento degli accademici, ma diverge dallo stile e dalle tematiche del pittore, che probabilmente la realizzò per compiacere i gusti della giuria.
In quell'anno Goya cerca di ottenere l'incarico di decorare la cattedrale di El Pilar a Saragozza, ma gli viene preferito il cognato Francisco Bayeu perché era un pittore più conosciuto. Questi accettò l'incarico, ma fece assumere anche il fratello ed il cognato. Francisco accettò di collaborare con il cognato, perchè era una buona occasione per mettersi in luce, ma riteneva di essere pagato troppo poco e quasi subito si stancò del ruolo di protetto del cognato, e anche se questi lo aveva sempre aiutato, rovinò i rapporti. Le frequenti liti rivelano il carattere violento e collerico di Francisco che aderiva mal volentieri alle richieste che gli venivano fatte, perché voleva maggiore indipendenza nel realizzare le opere, indipendenza che gli veniva rifiutata. La lite si protrae per molto tempo e l'Accademia Reale, anche per pacificare gli animi, assegnò ad entrambi un nuovo lavoro in collaborazione per l'importante chiesa di San Francesco il Grande a Madrid. Francisco realizzò San Bernardino de Siena predicando ante el rey Alonso V de Aragón, ma l'opera non ebbe una grande accoglienza. Goya successivamente viene nominato pittore del re da Carlo III e poco dopo pittore di camera dal suo successore Carlo IV. Tramite la frequenza con la corte reale, l'artista riceve, numerosi incarichi per ritrarre i personaggi più in vista della società spagnola.

L'artista realizza queste opere in modo personale, egli infatti è un convinto sostenitore dell'estrema libertà dell'arte e afferma che in arte,  non ci devono essere regole, ma conta la personalità del pittore. Malgrado queste convinzioni, deve però spesso, attenersi alle regole di composizione richieste dai committenti, ma per esempio, nel Ritratto di Carlo III, i tratti del re sono per nulla idealizzati ma di un realismo un pò caricaturale: il viso del sovrano mostrato in tutta la sua goffa ma simpatica umanità.

Nel 1783, presentato al fratello del re, Don Luis, l'artista lavora al palazzo d'Arenas de San Pedro, vicino a Toledo e dipinge il Ritratto della famiglia di Don Luis, opera di grandi dimensioni caratterizzata da una particolare luminosità notturna. Nello stesso anno dipinge il ritratto del primo ministro Ritratto del conte di Floridablanca, ma qui, il pittore sembra essere intimidito dall'autorità del modello. Grazie a Floridablanca riceve la commissione della grande tela della Predica di San Bernardino da Siena. Nel 1785 nasce Javier, l'unico figlio che gli sopravviverà. Francisco nel frattempo è diventato molto noto ed economicamente non ha più problemi. Dal 1785 riceve l'appoggio e la protezione dei duchi d'Osuna e viene nominato vice direttore della sezione di pittura all'Accademia e primo pittore di corte nel 1786. Per i duchi, dipinge da prima il Ritratto della duchessa d'Osuna. Esegue, su un tema classico, i quattro famosi cartoni per gli arazzi delle Stagioni: Le fioraie (primavera), L'aia (estate), La vendemmia (autunno) e La nevicata (Inverno).

Dello stesso stile è la serie di tele realizzate nel 1787 per il palazzo dell'Alameda (vicino Madrid). Nel 1788, sale al trono Carlo IV e la sua sposa, Maria Luisa. I sovrani si fanno ritrarre in piedi e a mezzo busto da Goya che, nel 1789, viene nominato «pintor de camera del Rey».

Per motivi politici, negli anni successivi tra il 1790 e il 1792, il pittore perde alcuni dei suoi protettori. La sua produzione artistica rallenta e nel 1792, si ammala gravemente, ha una paralisi e diventa sordo. Alla fine del 1793 torna a Madrid, riprende l'attività ma, cambia gradualmente il suo stile, abbandona i colori freschi a vantaggio di effetti monocromatici e usa un tratto più aspro ed efficace. Fino al 1800 esegue moltissimi lavori. Tra i numerosi ritratti, ci sono: la Marchesa della Solana e la Duchessa d'Alba.
In questo periodo il gruppo liberale prende brevemente il potere ed il pittore diventa il ritrattista di pensatori, realizzando una grandissima quantità di quadri. I visi risplendono intelligenza e bontà, sufficienza e brutalità, tenerezza e fascino, bruttezza e bellezza.

In questo periodo molto creativo, l'artista si esprime molto con l'incisione. Realizza così la serie dei Capricci 1799). Le scene realizzate in bianco e nero e viste tramite i costumi della sua epoca, sono brutali, le figure oscene, grottesche e sgradevoli, con animali e maschere. La sua satira è inimitabile ed eprime tutta la passione per la miseria umana.

Nel 1799, viene nominato primo pittore del re e l'anno dopo, ritrae Carlo IV e la sua famiglia. Successivamente, crea alcuni capolavori come la Maja desnuda, una bella donna nuda, distesa su un letto che osserva lo spettatore con aria invitante. L'opera è significativa e innovativa rispetto al suo stile, perché, in contrasto con il passato, rappresenta un nudo, dai tratti erotici, dipinto senza cercare l'alibi o la giustificazione di un contesto mitologico, allegorico o biblico per esprimere la bellezza.

Nel 1808 Napoleone invade la Spagna ed impone un sovrano francese. Goya accetta commissioni e onorificenze dal nuovo re, ma esprime la sua condanna verso la guerra in una serie di incisioni, i Disastri della guerra, che però viene pubblicata dopo la sua morte. Le fasi sanguinose della guerra civile, dell'occupazione francese e la resistenza eroica della popolazione spagnola ispirano inoltre nel 1814, una delle opere più celebrate dell'artista, la Fucilazione del 3 maggio 1808. Il realismo dell'opera è ardente e con vaste e potenti pennellate, l'artista rappresenta con drammaticità la fucilazione di alcuni ribelli.

Nel 1820 scoppia la rivoluzione  costituzionale ed il re fugge, ma alla fine del 1823, riprende il potere e instaura il terrore bianco. Goya, sebbene ormai vecchio, si impegna nell'opposizione ed è costretto a nascondersi. Nel maggio del 1824 si reca a Parigi e dopo, si stabilisce a Bordeaux, circondato dai vecchi amici.

Francisco Goya muore nel 1827. Nonostante l'età avanzata, la malattia, la sordità e i gravi problemi di vista che lo accompagnavano, quello che fu uno dei più grandi maestri spagnoli, si esprimeva ancora con una libertà di espressione e di tecnica che ci fa vedere come il suo genio non fosse ancora spento, ma addirittura ancora in piena evoluzione.