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Storia dell'arte
Vita e opere dei principali artisti che hanno fatto la storia dell'arte.
Movimenti artistici e Principali Correnti artistiche.

Autore contenuti e webmaster: alfredo ossino

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GIORGIO MORANDI


Giorgio Morandi  è stato un pittore e incisore italiano. Fu uno dei protagonisti della pittura italiana del Novecento ed è considerato tra i maggiori incisori mondiali del secolo.  Artista molto riservato che vive e lavora in un volontario isolamento, ebbe contatti con i maggiori movimenti artistici italiani, ma rimase sempre indipendente e legato alle sue idee ed alla sua particolare coloristica.

VITA e OPERE


morandi natura morta
natura morta - 1929


Autoritratto - 1925




Paesaggio - 1929
L'artista nacque a Bologna,20 luglio 1890 in una famiglia della piccola borghesia cittadina. Fin da ragazzo dimostra grande passione per le arti figurative e nel 1907, si iscrive all'Accademia di belle arti di Bologna. Nel 1910 morì il padre Andrea. Giorgio studiò con profitto, anche se negli ultimi anni ebbe contrasti con i docenti, in quanto, spesso usciva dai canoni classici. Da giovane, si documentò sulle opere dei pittori moderni, ma anche sui grandi artisti del passato e nel 1913 si diploma.

La sua prima esposizione personale avvenne nel 1914, in questi quadri, si può riscontrare la forte influenza di Cézanne, fondamentale per la sua formazione artistica. Negli anni della guerra si avvicina alla pittura metafisica e ne diventa uno degli interpreti.
Espose prima con i futuristi e in seguito con i componenti della scuola metafisica, della quale diventò uno dei grandi interpreti. Nel 1920 si accostò al gruppo Valori plastici, le sue opere si fanno più morbide, recupera la fisicità delle cose. Con il gruppo espone a Berlino, Dresda, Hannover e Monaco.

In questo periodo,
comincia a dipingere le sue nature morte. Nel tempo, eseguì moltissime composizioni, tanto da divenire noto ovunque come pittore di bottiglie. La fama di Morandi è legata alle nature morte. I suoi soggetti sono quasi sempre cose abbastanza usuali; vasi, bottiglie, caffettiere, fiori e ciotole che, composti sul piano di un tavolo, diventano i protagonisti della scena. La sua opera si compone anche di ritratti e paesaggi riservò a questi ultimi una posizione marginale, anche se cospicua, sebbene affermasse che li preferiva.

Nel 1921 il pittore partecipa alla mostra di Valori Plastici a Berlino e tra il 1926 ed il 1930 prende parte a diverse mostre di "Novecento". Nel 1929 e nel 1939 è presente alle edizioni del Premio Carnegie a Pittsburgh.
In seguito intraprese una strada personale, ma calata nella realtà del mondo.

Uomo solitario, molto schivo e tradizionalista, visse sempre con la madre e le tre sorelle e non si spostò quasi mai da Bologna, anche se restò in contatto con i movimenti culturali ed intellettuali di tutto il paese.

Esponse alle Biennali di Venezia ed alle Quadriennali romane facendo parte anche alcune volte della commissione di accettazione. Nel 1939, ha un'intera sala personale alla Quadriennale, ottiene il secondo premio per la pittura e si scatenano varie polemiche.
Nel dopoguerra, il pittore è ormai affermato in ambito internazionale e ottiene vari riconoscimenti e tiene prestigiose mostre, nel frattempo, si arrocca sempre più ed assume un atteggiamento di distacco dai dibattiti di tendenza del momento. Nel 1948 si aggiudica il primo premio per la pittura alla Biennale di Venezia, nel 1953, il premio per l'incisione ed il premio per la pittura alla Biennale di Saõ Paulo nel 1957.
Durante la maturità l'artista ritorna all'acquerello, con risultati eccezionali.
Continua ad esporre all'estero a New York nel 1957, a Siegen nel 1962, dove vince il Rubenspreis, ed a Ginevra nel 1963.

Morandi aveva attraversato i maggiori movimenti artistici italiani, dal futurismo alla metafisica, da Valori Plastici a Novecento, senza farsene suggestionare e sottomettere alla schiavitù delle regole, creandosene delle proprie. Egli era interessato ad esprimere il mondo visibile ed a lavorare dal vero, rappresentando il proprio mondo, confinato tra lo studio bolognese di via Fondazza e con la sua casa di campagna. L'oggetto reale è solo un pretesto formale, quegli oggetti sono coscientemente comuni, proprio per non concentrare l’attenzione su di essi, ma per approdare a una soluzione spaziale nuova dove tutto è in relazione. Egli non fù però un semplice figurativo, non riformula semplicemente oggetti e paesaggi, ma riflette sul senso del mondo, che è mutevole, multiforme e corrisponde alle nuove disposizioni spaziali trovate.

Dopo avere insegnato per molti anni disegno, nel 1930 ottiene senza concorso, per chiara fama la cattedra di Incisione all'Accademia di belle arti di Bologna.

Usare pochissimi colori è una sua particolare caratteristica, che lo rende poetico e surreale e anche se non particolareggiava i suoi soggetti, si può notare come essi non perdano di realismo. La sua coloristica è ben identificata e costituisce una delle peculiarità e segno distintivo dei suoi lavori.

Di grande importanza nel suo lavoro, sono le acqueforti e l'artista fu un incisore tra i più grandi di sempre. In questo campo il maestro era un autodidatta, ma le sue opere risolvono magistralmente molti problemi espressivi del mezzo impiegato. Egli fin dagli inizi del suo percorso artistico aveva avuto la passione per le incisioni ed eseguì le sue prime lastre appena ventunenne. Le opere, sono caratterizzate da segni sottili e rettilinei in un intreccio molto complesso di tratti con cui raggiunge dimensioni prospettiche di grande efficacia.

I suoi lavori in acquaforte procedono parallelamente al percorso pittorico e spesso lo precedono. Il tema pittorico può e deve essere sviscerato a matita, ad olio, all’acquaforte, all’acquarello, contemporaneamente o anche a distanza di anni e l’esito sarà sempre diverso.

Giorgio Morandi, continuò a lavorare sempre, fino a quando, dopo una lunga malattia, muore a Bologna il 18 giugno 1964.