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Storia dell'arte
Vita e opere dei principali artisti che hanno fatto la storia dell'arte.
Movimenti artistici e Principali Correnti artistiche.

Autore contenuti e webmaster: alfredo ossino

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EDVARD MUNCH


Munch, pittore norvegese, è stato simbolista, incisore ed è colui che per primo introduce l'espressionismo nel nord Europa. Nelle sue opere sottolinea con forte intensità la solitudine dell'uomo e il suo dramma esistenziale. Nelle sue opere dominano l'amore, ma sopratutto angoscia, paura, morte, malinconia ed ansia.

VITA e OPERE


Munch disperazione
Disperazione

Munch Madonna
Madonna

Munch l'urlo
L'urlo

Munch uomo che passeggia di notte
Uomo che passeggia di notte

Edvard nasce a Loten in Norvegia nel 1863. Figlio di un medico (Christian) e di Laura Cathrine Bjolstad. All’età di 5 anni perde la madre e più tardi la sorella maggiore Sofie, quindicenne (questo fatto gli ispireranno le opere: La madre morta, morte nella camera, La bambina malata). Edvard era di salute molto cagionevole. Il padre, medico dei poveri, spesso lo conduce con sé durante la visita ai malati. Questo precoce contatto con il dolore segnerà profondamente lo spirito di Edvard Munch, anche se da solo non è sufficiente a spiegarne il genio.

Nel 1878 si iscrive in ingegneria, ma dopo un anno decide di dedicarsi alla pittura ed entra alla Scuola d'arti e mestieri di Oslo ed ha come professore il pittore Christian Krohg, che dipinge scene intimiste, che benché fredde, hanno già una luce impressionista. Questo spiega i primi lavori del pittore che, sebbene realiste, mostrano una buona sensibilità per il colore.
Nel 1883 partecipa alla grande esposizione dell'industria e dell'arte di Kristiania.

Ben presto, l'artista sente l'esigenza di recarsi nel luogo d'origine dell'impressionismo e nel 1885 si reca a Parigi. Dopo un brevissimo soggiorno, con la Bambina Malata, evidenzia una profondo mutamento nella tecnica. L'elemento patetico persiste, ma lo spazio tridimensionale del realismo ottico cede il passo a una costruzione drammatica. Dalle opere di Munch iniziano ad emergere paura, solitudine, malattia e malinconia; tormenti che non l'abbandoneranno mai. Lui affermò "la mia pittura, è in realtà un esame di coscienza e un tentativo di comprendere i miei rapporti con l'esistenza. E' dunque una forma d'egoismo, ma spero sempre di riuscire, grazie ad essa, ad aiutare gli altri a vedere chiaro".

Nel 1889 Edvard allestisce la sua prima mostra personale con un centinaio tra disegni e dipinti. Si reco quindi nuovamente a Parigi e nello stesso anno perse il padre.
Negli anni successivi, grazie ad una borsa di studio dello stato, viaggiò spesso in Francia e partecipò a diverse esposizione.

La pittura dell'artista, benchè influenzata dal verismo impressionista, ha qualcosa di diverso. Il secondo soggiorno a Parigi (1889-1892) consentirà all'artista di scoprire Pissarro, Raffaelli, Van Gogh, Seurat, Signac, Toulouse-Lautrec e Gauguin e conseguentemente la costruzione della tela con l'uso dell'arabesco e con colori vivaci e a due dimensioni. Gauguin lo introduce alle tecniche dell'incisione su legno e della litografia che gli permetteranno di creare alcune delle opere migliori dell'arte grafica.

Nel 1893 dipinge Il grido", che è considerato uno dei manifesti dell'espressionismo.  Munch respinge l'arte come puro piacere estetico e rifiuta di realizzare tele con la cornice dorata destinate a ornare le pareti delle case borghesi. Per l'artista la pittura è un esercizio metafisico e morale, egli pone il dolore al centro delle proprie riflessioni, concentrandosi sul tema della quasi impossibilità di vivere. Come epicentro e mistero sessuale, vede la donna, che però non riesce a sondare perché privo degli strumenti psicoanalitici. Il pittore evoca la profondità di questo mistero con figure simboliche permeate da un senso di minaccia e di crudeltà. L'uomo esce infranto e disfatto dall'incontro con la donna.

Nel 1892, dopo un soggiorno a Nizza, si trasferisce in Germania. Nella sua prima mostra berlinese, espone Fregio della vita che provoca uno scandalo tale la mostra viene subito chiusa. Munch si stabilisce a Berlino, dove scopre maggiori affinità con l'élite intellettuale e politica e diventa amico di drammaturghi e critici. Nel 1893 espone a Copenaghen ed in Germania. A Berlino espose 50 opere, realizzò le sue prime incisione.

Nel 1895 tornò in Norvegia. L'anno successivo tornò a Parigi, realizzo alcune xilografie e litografie e molti dipinti (Il fregio della vita, L'urlo) e rivisitò opere da lui dipinte precedentemente. Negli anni successivi continuò ad esporre e viaggiare in Francia, Germania, Norvegia e Danimarca ed a realizzare alcune sperimentazioni pittoriche.

Nel 1908 viene colto da disturbi psichici. Trascorre 8 mesi in clinica a Copenaghen. Guarisce e a ricordo di questo tuffo negli abissi realizza il bel testo lirico Alpha e Omega, che è la sua versione della Genesi.
Torna quindi definitivamente a vivere in Norvegia e riscopre l'amore per la natura ed il paesaggio classico. Dipinge all'aria aperta e realizza diversi bozzetti e dipinti e due opere (il sole e la storia) per l'aula magna dell'università di Oslo.
Nel 1930 perde quasi totalmente la vista dell'occhio destro, mentre dal sinistro già da tempo aveva difficoltà visive. Nel 1937 in Germania, il regime nazista, giudica le sue opere, "arte degenerata" e le rimuove dai musei.

Edvard Munch muore a Ekely nel 1944.
Nel testamento lascia tutte le sue opere al comune di Oslo( 1000 dipinti e 15000 opere grafiche, 4500 acquerelli, disegni, 6 sculture e scritti letterari).  oggi è riconosciuto come il più importante artista norvegese e deve essere annoverato tra i grandi artisti che segnarono la svolta decisiva dell'arte moderna tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX. La sua pittura ha sottolineato la solitudine dell'uomo e il suo dramma esistenziale, come dimostrano alcuni titoli dei suoi quadri: Il letto di morte - La madre morta - Il grido - La morte nella stanza della ragazza - La bambina malata - Odore di morte - Disperazione - etc.".