logo L'angolo dell'ARTE Alfredo Ossino

GIOVANNI ANTONIO CANAL - IL CANALETTO


OPERE DEL CANALETTO


canaletto basilica san marco
Il Canaletto - Basilica di San Marco

canaletto capriccio
Il Canaletto - Capriccio con rovine classiche

Canaletto molo ovest
Il Canaletto - Il molo verso ovest con la libreria
e la colonna di San Teodoro

canaletto - campo di rialto
Il Canaletto - Il campo di rialto

Canaletto - Colonna e chiesa accanto alla laguna
Canaletto - Colonna e chiesa accanto alla laguna

camera ottica
camera ottica

BIOGRAFIA DEL CANALETTO


Giovanni Antonio Canal, meglio noto con il soprannome di Canaletto, nasce a Venezia il 17 ottobre 1697, da una famiglia della borghesia veneziana. Il padre era uno scenografo teatrale e con lui il giovane impara, assieme al fratello Cristoforo, i primi elementi della pittura e la tecnica della prospettiva. Con il fratello si specializza nella creazione di decorazioni teatrali.

Tra il 1719 si reca a Roma con il padre e vi soggiorna per circa tre anni. Qui Giovanni entra in contatto con gli esponenti romani del  vedutismo. Conosce Viviano Codazzi, Giovanni Ghisolfi, Gaspar van Wittel e di Givanni Paolo Panini. In questo viaggio, acquisirà molte conoscenze e comincia a dipingere vedute di paesaggi urbani. Continua ad affinare la sua tecnica pittorica e tornato a Venezia, continua a dipingere vedute della sua città ed ha scambi culturali con i vedutisti veneti.

La pittura del Canaletto, comincia ad acquisire caratteristiche individuali molto precise, egli fonde modo armonico,  la rappresentazione topografica, con la parte architettonica e la natura, creando un insieme dettagliato dell'immagine, ma armonico. Le sue opere, vengono dipinte con metodo e rispettano precise condizioni di luce. Il rispetto della prospettiva è rigoroso e per questo l'artista si aiuta con l'uso della camera ottica.
La "camera ottica" è uno strumento molto usato dagli artisti del 1700 e permette di proiettare l'immagine della realtà su uno schermo di carta oleata, per poter poi procedere al ricalco.

Le nozioni acquisite in scenografia con il padre, consentono al pittore di usare perfettamente la prospettiva e lui aggiunse alcuni espedienti nelle sue vedute, come quello di collocare il punto di vista in posizione rialzata rispetto all'occhio o in luoghi poco accessibili alle persone (il tetto di un palazzo, una barca in mezzo al canale ecc...) oppure disegnare delle viste ampie, che includevano alcune parti al di fuori del quadro prospettico.

Usava anche due particolari sistemi di ripresa: mantenere fermo il punto di vista e disegnare due o più prospettive ruotando il quadro prospettico gradualmente. Il quadro era il risultato della composizione delle diverse prospettive. Un utilizzo quindi particolarmente sofisticato e intelligente, che gli permetteva di rappresentare le sue particolari vedute. Con questa tecnica compositiva, l'osservatore non percepisce il corretto punto di vista e viene ingannato dalla rappresentazione prospettica.

La nuova pittura del Canaletto riscontra molto successo, tanto che nel 1722 l'artista è già considerato un genio che supera i metodi della pittura tradizionale. La fama acquisita, gli consente di assicurarsi varie collaborazioni e le sue opere vengono acquistate sopratutto da italiani e inglesi.

Nel 1923 lavora per il futuro console e mecenate inglese Joseph Smith. Esegue una serie di disegni di San Marco, che successivamente diventeranno sei tele, che saranno collocate nella sua casa.
Nel 1725 l'impresario irlandese Owen McSwiney lo incarica di eseguire una serie di opere destinata alla sala da pranzo del Duca di Richmond. Canaletto dunque è venuto in contatto con il mondo inglese ed anche un successo crescente con questi suoi nuovi clienti. Sempre più spesso i collezionisti inglesi richiedono all'artista immagini dettagliate di Venezia. Smith diventa il suo agente e lo aiuta a vendere i suoi quadri nel mondo anglosassone. Gli organizza anche la pubblicazione di una serie di Acqueforti e di Capricci (dipinti raffigurati paesaggi o scene architettoniche che combinano elementi reali ed immaginari).

Il guadagno, non è però per l'artista abbastanza alto e nel 1746 và a Londra per avvicinarsi al suo mercato. Qui l’artista ricrea le atmosfere locali e interpreta un ambiente ed un'atmosfera che ovviamente è diversa da quella veneziana.
La sua abilità e le sue capacità compositive, gli permettono di creare vedute con grandi orizzonti, scene urbane articolate e complesse e castelli, con un' abile minuziosità. I suoi quadri hanno ancora una volta successo ed i nobili inglesi, li acquistano.
Rimane a Londra per nove anni, fino al 1755, quando torna a Venezia. Qui viene eletto all'Accademia Veneziana, grazie a un quadro di Capriccio, che era stato molto apprezzato.

All'inizio della sua carriera, il Canaletto aveva realizzato i suoi lavori dal vivo all'aperto invece di essere completati in studio e nell'ultimo periodo l'artista ritorna a questa abitudine. Le figure distanti venivano infatti realizzate come macchie di colore, un effetto prodotto usando la camera oscura che sfoca gli oggetti distanti. I suoi quadri sono noti e riconosciuti per l'accuratezza con la quale venivano eseguiti, al punto che sono stati utilizzati in tempi moderni, per studiare e calcolare l'innalzamento delle acque della laguna, da allora ad oggi (confrontandoli con e una fotografia).

Negli anni successivi, Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto, continuerà a dipingere (soprattutto Capricci) fino alla sua morte il 18 ottobre del 1768, egli fu un grande pittore e un grande incisore, ma la sua fama deriva sopratutto dalla bellezza delle vedute, che ci ha lasciato. In esse, riusciva a rendere in modo eccelso l'atmosfera dei luoghi che raffigurava e la luce, che diversificava in base ai vari momenti della giornata. Con lo studio maniacale della prospettiva, dava la sensazione allo spettatore di trovarsi immerso nel quadro, come se fosse quasi presente nella scena.