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DONATELLO


Donato di Niccolò di Betto Bardi, detto Donatello è stato uno scultore, orafo e disegnatore italiano, ritenuto uno dei maggiori rappresentanti dell'arte italiana del primo Rinascimento insieme a Brunelleschi e a Masaccio. Tra questi artisti viene considerato il più moderno e originale, perché prima di ogni altro, ha sentito che nell'arte non basta la forma, ma anche i sentimenti che rivela. Quindi ha compreso, che la padronanza del mestiere e la precisione, vanno abbinate con l'espressione di uno stato d'animo. Donatello è abilissimo nel rappresentare la forma umana, ma nello stesso tempo cattura il carattere e lo rappresenta in modo supremo. Immune da qualunque manierismo, fu artista libero e umile. Studiò profondamente gli antichi, ne riprodusse, numerosi temi, ma rimase un artista personalissimo, che ha studiato la tradizione per ritrovare sé stesso.

OPERE DI DONATELLO

Donatello -  David
Donatello - David

Donatello - Abacuc Zuccone
Donatello - Abacuc (Zuccone)

Donatello - Gattamelata
Donatello - Gattamelata
Donatello - Crocifisso in Legno
Donatello - Crocifisso in Legno

VITA DI DONATELLO


Donato di Niccolò di Betto Bardi, nacque a Firenze quasi certamente nel 1386. Figlio di un cardatore di lana Niccolò e di madonna Orsa, aveva un aspetto minuto, signorile, elegante tanto da essere chiamato con il nome di Donatello e con questo nome diverrà noto. Alcuni aneddoti dei biografi lo raffigurano con un temperamento piuttosto passionale, anche se nulla si sa della sua giovinezza, né dei suoi primi maestri. Probabilmente cominciò a esercitare l'oreficeria, come era uso a quei tempi, per chi voleva intraprendere l'arte della scultura.

La formazione artistica del giovane scultore inizia a diciassette anni nella bottega di Lorenzo Ghiberti e figura tra i suoi aiutanti nella realizzazione della seconda porta del Battistero. Amico di Filippo Brunelleschi (più vecchio di lui di circa 10 anni), con lui, tra il 1404 e il 1408 si recò più volte a Roma a studiare scultura e le opere dell'antichità.
La sua prima opera documentata è la coppia di Profeti.

Dal 1407 l'artista, iniziò a lavorare per l'Opera del Duomo, compiendo i primi tentativi di superare lo stile gotico. Il David in marmo (1409), il San Marco e il San Pietro (1411-12) mostrano una nuova concezione dello spazio e chiare tendenze realistiche, pur nella vena classica.

Lo scultura affronta i problemi legati alla resa dello spazio e allo studio della prospettiva, come dimostra il San Giorgio in marmo (1416). Lo scultore conciliò la lezione classica della cultura umanistica con l'eleganza formale del gotico. Il bassorilievo sul basamento della statua raffigura La liberazione della principessa dal drago, entro uno spazio prospettico rigoroso impostato su piani digradanti.

Nel 1415 termina per la facciata di S. Maria del Fiore il S.Giovanni Evangelista, vero simbolo di energia e di dominazione. Nel 1416 crea per il pilastro dell'arte dei Corazzai in Orsanmichele il S. Giorgio, immagine della giovinezza che affronta il destino con aria di sfida.
Ormai le commissioni per le sue opere proliferano. Tra il 1418 ed il 1420, Donatello realizza altre due statue per il campanile e scolpisce un leone di pietra. Nel 1419, insieme col Brunelleschi e con Nanni di Banco, esegue un modello della cupola. Nel 1422 modella per il frontone della porta della Mandorla, due teste di Profeti in bassorilievo e il gruppo di Abramo e Isacco, eseguito in collaborazione con Giovanni di Bartolo.

Il naturalismo e il classicismo dell'arte di Donatello giungono però a maturazione negli anni successivi, ad esempio in opere quali i Profeti (1423-1425) del campanile del Duomo fiorentino e la figura di l'Abacuc, più noto col nome Zuccone. Nel 1425 per il tabernacolo di Parte Guelfa, in Orsanmichele, il S. Luigi di bronzo. Fra il 1423 e il 1426 una statua di S. Giovanni Battista.
Ormai l'artista non riesce a sostenere da solo il peso delle commissioni e nel 1425 si associa a Michelozzo di Bartolomeo, con il quale realizza la tomba del papa Giovanni XXIII nel Battistero di Firenze (1424-1427) e quella del cardinale Rinaldo Brancacci. Nel 1427 realizza un Geremia. Nel 1428 due statue della Fede e della Speranza e tre Puttini musicanti.

Tra il 1432 e il 1433 lo scultore compie un nuovo viaggio a Roma, dove, con Michelozzo, realizza il Tabernacolo del sacramento in San Pietro e la Lastra tombale Crivelli all'Aracoeli.
Ritorna quindi a Firenze e porta a termine il celebre bronzo David (1444). Un nudo, a tutto tondo, dove si rilevano le influenze degli studi classici, ma abbinati con un'originale irrequietezza ed un plastico vigre. A Firenze, esegue anche la Cantoria del Duomo.

Nel 1443 l'artista fu chiamato a Padova per realizzare, quello che viene considerato uno dei suoi capolavori, un monumento al capitano Gattamelata, primo monumento in bronzo dai tempi dell'antichità. L'opera, esprime un realismo ed espressività fuori del comune. A Padova l'artista eseguì da solo o in collaborazione con artisti locali, anche numerose opere per la Basilica di Sant'Antonio.

Nel 1454 rientra a Firenze e continua la sua attività artistica. A questo periodo risale il coronamento bronzeo della Giuditta e Oloferne, a Palazzo Medici, realizzato tra il 1455 e il 1460 e numerose splendide opere, come i bronzi del San Giovanni per il Duomo. Per il Battistero eseguì una tragica e dolente Maddalena (1454-55) in legno policromo.

Donatello muore a Firenze il 13 dicembre del 1466 all'età di 80 anni.

L'artista non smise mai di sperimentare tecniche diverse. Dalla scultura a tutto tondo in marmo e in bronzo ai bassorilievi, dal calco dal vivo allo stucco, dal rilievo policromo alla tecnica di fusione del bronzo, per ogni opera cercava sempre il mezzo di espressione più idoneo.
Il suo percorso stilistico è molto complesso, egli mostra di saper indagare nelle emozioni umane al fine di vitalizzare le sue sculture. Il distacco stilistico e qualitativo, rispetto agli altri scultori della sua epoca, fanno di lui un artista isolato e poco seguito. Nemmeno i suoi allievi, riuscirono a seguirne gli insegnamenti.