logo L'angolo dell'ARTE Alfredo Ossino

TELEMACO SIGNORINI


Signorini è stato uno dei maggiori rappresentanti del gruppo dei macchiaioli, forse il più colto e certamente uno dei più polemici e del gruppo fu anche il teorico. Dipinse impressioni urbane e paesaggistiche e opere animate da un pungente verismo, giungendo nell'ultimo periodo a effetti di accentuato lirismo. Amante della letteratura, fu anche un ottimo scrittore, un polemista e un critico. Spesso affidò i propri pensieri alle pagine del Gazzettino delle Arti del Disegno. Le sue opere esprimono la sua inquietudine, la continua voglia di conoscere e rinnovarsi. La prima fase del suo percorso artistico, lo vede tra i sostenitori più accesi della macchia. Nella seconda fase, è invece possibile cogliere un addolcimento dei colori, sicuramente frutto dei suoi contatti con gli artisti europei.

VITA e OPERE


signorini Sulle colline di Settignano
Sulle colline di Settignano - 1885

signorini  Bagno penale a Portoferraio
Bagno penale a Portoferraio (1894)

signorini La toletta del mattino
La toletta del mattino

signorini L'alzaia
L'alzaia (particolare)

Telemaco Signorini nasce a Firenze il 18 agosto 1835. Da piccolo dimostrò passione per la letteratura, ma suo padre Giovanni, che era un pittore della corte del Granduca di Toscana, lo avviò allo studio della pittura e fu il suo primo insegnante. Nel 1852 frequenta la Scuola libera del Nudo all'Accademia fiorentina, anche se ben presto risultò insofferente alle regole e alle convenzioni della scuola.

Nel 1854, studia pittura dal vero e nel 1956 lascia l'accademia e trascorre un anno a Venezia a dipingere vedute e copiare le opere dei musei.

In quegli stessi anni, Signorini frequenta il caffè Michelangelo, dove si cominciava a sperimentare la macchia (un nuovo modo di dipingere, basato sulla macchia, in contrasto con la pittura accademica), e lui che era un brillante conversatore e polemista, fu tra i più accesi ispiratori del gruppo di artisti che vi si riuniva. Fu il primo pittore, infatti a percepire ed illustrare le novità espressive della tecnica della macchia. I suoi continui viaggi di studio, gli fecero inoltre conoscere la pittura europea. Nel 1858, si reca a La Spezia attratto dalla luce del golfo ed alla ricerca di un ambiente che esaltava il netto contrasto tra luce ed ombre e quindi capace di individuare la macchia, come elemento caratterizzante dell'opera.

Nel 1859 partecipa alla seconda guerra di indipendenza come volontario e successivamente, durante un soggiorno in Liguria, inizia il periodo di maggiore intransigenza macchiaiola, affiancato dai pittori Banti e Cabianca.
Nel 1860, dipinge vari quadri a soggetto militare. Queste opere vengono accettate alla Esposizione della Accademia di Belle Arti di Firenze e  suscitano entusiasmi nel pubblico.
Nel frattempo sperimenta con Cabianca un metodo analitico per la resa pittorica dei valori cromatici e luminosi e dipinge dal vero altre opere.

Nel 1861, si recò a Parigi dove vide le opere dei Barbizonniers e conobbe Corot e Courbet.
Nel 1862, ospite di Diego Martelli a Castiglioncello, sperimenta con altri pittori, la pittura a macchia e fonda con Lega e Borrani, la Scuola di Piagentina (dal luogo, dove erano soliti riunirsi per dipingere all'apaerto).

Signorini traduce queste ricerche anche in opere impegnate, dove rivela il suo carattere sensibile ed attento alla realtà, impegnandosi con energia anche nel tema sociale e movimenta l'opinione pubblica, come con il quadro Sala delle agitate (1865) ambientato in un manicomio di Firenze e Bagno penale a Portoferraio (1894). In queste opere, l'ampiezza degli ambienti, la luce e le anonime e ammassate figure, rendono terribilmente drammatico il concetto della reclusione umana.

Torna a Parigi nel 1862, nel 1868 e nel 1870, e si reca anche a Londra.
Nel 1871 e 1872, l'artista in compagnia degli amici Cecioni e De Nittis, si sposta a Roma e Napoli per dipingere, alla ricerca di nuovi temi per i suoi quadri.

Tra il 1873 e il 1881 compie numerosi viaggi in Francia, Svizzera e Inghilterra ed entra in contatto con i pittori impressionisti, subendone l'influenza, che in seguito è riscontrabile in molte sue opere.
Signorini è stato un attento osservatore di tutto ciò che vedeva, sia in natura, sia in arte.
Nel 1877 pubblica le 99 "discussioni artistiche".
A Signorini è stata mossa la critica di non possedere uno stile coerente e di oscillare fra vari ambienti artistici. In realtà il suo linguaggio varia a seconda che il quadro rappresenti un paesaggio toscano, parigino o inglese. Ma proprio questo indica la capacità del pittore, di capire e differenziare la diversa natura, e l'atmosfera di un luogo, rispetto ad un altro.

Nel 1883 gli venne offerta la carica di professore all’Accademia di Firenze, ma lui rifiutò e nonostante ciò l'accademia lo premiò nel 1892.
Nel 1893 raccolse e pubblicò i suoi numerosi scritti e ricordi in Caricaturisti e caricaturati al Caffè Michelangelo, 1849-1866. Il pittore, si dedicò anche all'incisione.

Telemaco Signorini muore a Firenze il 10 febbraio 1901.
Nel 1903, dopo la sua morte sarà pubblicato Riomaggiore, un breve diario del pittore.

signorini Pascoli a Castiglioncello
Pascoli a Castiglioncello

signorini L'alzaia
L'alzaia
Signorini Chiacchere a Riomaggiore
Telemaco Signorini - Chiacchere a Riomaggiore - 1894